Il Pet Tourism cambia il volto dell’ospitalità: Bauking punta su un nuovo modello di accoglienza

Il turismo pet friendly non rappresenta più una nicchia, ma uno dei segmenti più dinamici dell’intero comparto turistico internazionale. Sempre più viaggiatori scelgono destinazione, struttura e perfino mezzo di trasporto in funzione del proprio animale domestico. E il settore Open Air, per sua natura, si trova oggi in una posizione privilegiata per interpretare questa trasformazione.

È da questa visione che nasce Bauking, piattaforma internazionale dedicata al Pet Tourism che mette al centro dell’esperienza di viaggio non la destinazione, ma il pet e le sue esigenze. Un progetto che punta a creare un ecosistema integrato tra strutture ricettive, trasporti e servizi dedicati agli animali domestici, intercettando una domanda in costante crescita.

Secondo i dati del Rapporto Assalco-Zoomark 2025, infatti, il numero di famiglie che convivono con animali domestici continua ad aumentare, così come cresce la propensione a viaggiare insieme ai propri pets. Una tendenza che coinvolge famiglie, single, coppie senza figli e senior, accomunati dalla percezione dell’animale come parte integrante del nucleo familiare.

In molti casi, soprattutto tra anziani e persone sole, il cane rappresenta la principale relazione affettiva quotidiana. E questo cambia radicalmente anche il concetto di ospitalità.

Dal semplice “pet allowed” al concetto di Pet Inclusive

Secondo la visione di Bauking, essere realmente pet friendly oggi non significa soltanto consentire l’ingresso agli animali o adeguarsi alle normative vigenti. Significa progettare l’esperienza di soggiorno tenendo conto delle esigenze del pet e del suo proprietario.

Per campeggi e villaggi turistici questo apre scenari molto concreti: aree dedicate, servizi veterinari convenzionati, pet kit, spazi ombreggiati, accessi facilitati, servizi food dedicati, assicurazioni, attività outdoor, accessori e servizi premium.

La piattaforma consente alle strutture ricettive di integrare e gestire la propria offerta pet friendly tramite un sistema dedicato, sincronizzando disponibilità e tariffe direttamente con il proprio channel manager. Oltre alla semplice visibilità online, il progetto punta a valorizzare tutti i servizi accessori collegati al soggiorno con animali domestici.

Nel Nord Europa, negli Stati Uniti e anche in Alto Adige — territorio d’origine del progetto — stanno già emergendo format hospitality interamente costruiti attorno al concetto di “Pets Hotel”: strutture pensate principalmente per chi viaggia con il proprio animale domestico, indipendentemente da razza, taglia o peso.

Il principio è semplice: oggi, per una parte crescente del mercato, senza il proprio cane non si parte.

Il pet come viaggiatore vero e proprio

Il cambiamento culturale è ormai evidente anche nel settore dei trasporti. Proprio grazie alla collaborazione di Bauking con le istituzioni, ENAC ha recentemente introdotto una delibera che consente ai passeggeri di acquistare un posto accanto al proprio animale domestico durante i voli.

Un segnale importante, che sancisce il passaggio del pet da semplice “bagaglio trasportato” a viaggiatore con esigenze specifiche.

L’iniziativa ha avuto una forte risonanza internazionale e ha dimostrato come il proprietario sia disposto a sostenere costi aggiuntivi pur di condividere il viaggio con il proprio animale.

Un’opportunità concreta anche per il settore Open Air

Per il comparto Open Air, il Pet Tourism rappresenta una delle evoluzioni più coerenti con il proprio modello di ospitalità.

Spazi aperti, natura, libertà di movimento e rapporto diretto con il territorio si integrano perfettamente con le esigenze di chi viaggia con animali domestici. Ma esiste anche un tema imprenditoriale: il Pet Tourism è oggi uno dei mercati turistici con la crescita più rapida a livello globale, con incrementi stimati attorno al 10% annuo.

Secondo Bauking, le strutture “Pet Inclusive” sono sempre più ricercate dal mercato turistico e possono rappresentare una leva concreta di differenziazione, fidelizzazione e incremento dei servizi a valore aggiunto.

La sfida, quindi, non è semplicemente “aprire le porte” agli animali, ma ripensare il concetto stesso di accoglienza.

Perché sempre più spesso, quando un ospite sceglie una vacanza, è il proprio compagno a quattro zampe a guidare davvero la decisione finale

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