La stagione 2026 del turismo Open Air nel Nordest conferma un cambiamento ormai evidente: il calendario delle vacanze tende ad allungarsi oltre i mesi tradizionalmente centrali dell’estate.
Dopo una primavera condizionata dal maltempo, luglio e agosto hanno registrato livelli di occupazione elevati nelle strutture di Veneto e Friuli Venezia Giulia, sia lungo l’Alto Adriatico sia nelle destinazioni lacuali. Ma il dato più interessante riguarda settembre e ottobre, che stanno assumendo un peso crescente nella programmazione delle imprese e nelle scelte degli ospiti.

«Il settore oggi gode di una stabilità che premia gli investimenti continui delle imprese», spiega Alberto Granzotto, presidente di FAITA Federcamping Nordest e presidente nazionale FAITA Federcamping. «A incidere in modo determinante sul calendario sono i mutamenti del clima. Settembre, grazie a temperature più miti e a un minore affollamento, si sta trasformando in un vero mese di villeggiatura. Questo distribuisce i flussi, allunga la stagione e genera ricadute positive su indotto e occupazione».
Turismo open air in Veneto: occupazione media al 71,7%
Secondo i dati FAITA Federcamping elaborati da HBenchmark, in Veneto l’occupazione media da aprile ad agosto si è attestata al 71,7%, salendo al 74% nel comparto degli alloggi, con picchi vicini al 90% nel cuore dell’estate.
L’Alto Adriatico continua a distinguersi anche per la durata dei soggiorni. Nelle località di Jesolo, Cavallino-Treporti, Bibione e Caorle la permanenza media raggiunge 11,3 notti, arrivando a sfiorare le 13 nelle piazzole.
Alto Adriatico e Lago di Garda: forte la domanda internazionale

A Cavallino-Treporti il mercato di lingua tedesca continua a rappresentare una componente centrale della domanda, generando oltre il 60% delle prenotazioni.
Differente il profilo di Chioggia-Sottomarina, dove la clientela italiana rappresenta il 67% delle presenze. Nella settimana di Ferragosto l’occupazione ha raggiunto il 94,6%.
Sul Lago di Garda la componente internazionale rimane dominante, con la Germania al 51% e i Paesi Bassi al 17%.
Il turismo lacuale si conferma, più in generale, uno dei segmenti più dinamici della stagione: secondo i dati richiamati dal Ministero del Turismo, per le destinazioni lacustri si stima una crescita dello 0,9% delle presenze e dell’1,6% del fatturato.
Destagionalizzazione del turismo Open Air: settembre e ottobre acquistano peso
Il vero elemento di discontinuità rispetto al passato emerge dalle prenotazioni già acquisite per l’autunno. Nell’Alto Adriatico Nord il tasso di occupazione prenotato fino a metà ottobre raggiunge il 52,4%, con la clientela tedesca che rappresenta il 74% delle prenotazioni. Sul Lago di Garda, le prenotazioni già acquisite fino al 1° novembre superano il 50,4%. Numeri che indicano come settembre e ottobre stiano diventando parte integrante della stagione open air, soprattutto nelle destinazioni capaci di combinare qualità dell’offerta, servizi, clima favorevole ed esperienze legate al territorio.
Turismo open air in Friuli Venezia Giulia: cresce l’occupazione
Positivo anche il bilancio del turismo Open Air in Friuli Venezia Giulia. Tra il 23 aprile e il 31 agosto l’occupazione media delle strutture ha raggiunto il 58,7%, con un incremento di 1,6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel solo comparto degli alloggi il dato sale al 65%, con una crescita di 1,8 punti percentuali. La durata media del soggiorno si attesta sulle 8 notti complessive. Le piazzole raggiungono 8,6 notti, mentre bungalow e villette si fermano a 7,7 e le mobile home a 7,5.
Germania, Italia e Austria guidano la domanda in Friuli Venezia Giulia

Anche in Friuli Venezia Giulia la componente internazionale mantiene un peso rilevante.
Italia e Germania rappresentano insieme circa due terzi degli ospiti, rispettivamente con il 31% e il 29%. Seguono l’Austria con il 18%, l’Ungheria con il 4% e, al 3%, Paesi Bassi, Repubblica Ceca e Polonia. Per il periodo dal 1° al 12 settembre, il tasso di occupazione già acquisito raggiunge il 58,8%, salendo al 75% nel comparto degli alloggi. La Germania sale al primo posto con il 42% degli ospiti, davanti all’Italia con il 25% e all’Austria con il 22%.
Turismo Open Air e autunno: cambia il calendario delle imprese
La stagione 2026 rafforza quindi un processo già in atto: il superamento di una concentrazione quasi esclusiva della domanda nei mesi di luglio e agosto. Clima, maggiore flessibilità nella scelta dei periodi di vacanza e ricerca di esperienze meno affollate stanno favorendo una distribuzione più ampia dei flussi. Per le imprese open air questo significa poter lavorare su un arco temporale più lungo, ma anche ripensare organizzazione, servizi e strategie commerciali in funzione di una domanda che cambia.
Il Nordest mostra come questa evoluzione possa tradursi in una concreta destagionalizzazione del turismo, con effetti che riguardano non soltanto le strutture ricettive, ma anche occupazione, territori e intera filiera dell’accoglienza.
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