L’estate 2026 sarà l’anno delle vacanze al lago. È ciò che emerge dai risultati dell’indagine congiunturale condotta da Questlab per conto di Faita Federcamping su un campione rappresentativo di circa 200 campeggi e villaggi turistici in Italia, che registrano dati sostanzialmente stabili rispetto al 2025 dopo anni di significativa e costante crescita. Attualmente, sono tedeschi e italiani a guidare le prenotazioni, seguiti da olandesi, francesi, svizzeri e austriaci. Tra le altre provenienze, vengono segnalate Polonia, Repubblica Ceca, Regno Unito e Paesi Scandinavi.
Aumento campeggi e villaggi lacuali

La destinazione che registra un aumento delle prenotazioni dall’estero e una sostanziale stabilità di quelle italiane rispetto all’estate 2025 è proprio il lago, soprattutto al nord, dal Garda all’Iseo, fino al lago di Como, con una incidenza di nuova clientela superiore rispetto a quella che ha già frequentato le strutture intervistate. La proiezione a fine stagione è per una crescita media di circa il +2,6% degli arrivi di turisti nei campeggi e villaggi delle località lacuali, del +0,9% delle presenze e del +1,6% del fatturato.
Guardando alle aree geografiche, sono il Nord Est insieme al Sud e alle Isole quelle che evidenziano il migliore andamento delle prenotazioni 2026 a livello nazionale, con una minima flessione rispetto all’estate 2025, soprattutto di quelle straniere. La proiezione a fine stagione risulta, invece, leggermente più ottimista per le imprese del Mezzogiorno sul fronte degli arrivi, mentre pressoché allineata a quella dei campeggi e villaggi del Nord Est per gli altri indicatori.
“Il 2026 si sta delineando come l’anno dei laghi al Nord, della stabilità dei dati positivi degli anni precedenti al Centro e al Sud, del turismo di prossimità in tutta Italia, dettato anche dalla situazione di incertezza geopolitica – spiega Alberto Granzotto, presidente Faita Federcamping e vicepresidente Confturismo-Confcommercio – L’ultimo ponte di giugno ha inaugurato un trend in decisa crescita rispetto al 2025 in tutte le località, segno che gli investimenti effettuati soprattutto dalle strutture di media-grande dimensione in termini di sostenibilità a tutto campo, e di qualità dei servizi, ripagano”.
Lo scorso anno l’Open Air a chiusura di stagione aveva fatto complessivamente registrare nelle circa 2600 aziende del settore che offrono quotidianamente 1,3 milioni di posti letto, oltre 11,2 milioni di arrivi per poco meno di 74 mln di presenze, con una media di soggiorno pari a 6,6 notti per ospite, per un fatturato complessivo di oltre 8 miliardi di euro, indotto compreso.
Focus dalle regioni:

Lombardia.
Il turismo Open Air in Lombardia registra ottimi risultati, trainato in particolare dal settore dei camperisti tra Como e Lecco, dove si nota una crescita dei flussi italiani e un consolidamento di mercati storici come Germania, Svizzera e Austria, affiancati da nuovi arrivi da Polonia e Repubblica Ceca.
A livello regionale, l’offerta conta su 203 campeggi per oltre 78 mila posti letto. Nel 2025 i campeggi lombardi hanno registrato più di 800 mila arrivi e 3,73 milioni di pernottamenti, con una permanenza media di 4,71 notti, dato che premia il trend del turismo lento. Gli stranieri rappresentano circa i tre quarti delle presenze totali, con Germania (1,35 milioni) e Paesi Bassi (643 mila) come mercati principali. La provincia di Brescia e il Lago di Garda si confermano leader assoluti, concentrando 2,55 milioni di presenze e una permanenza media di 5,27 notti. Le previsioni di Faita Federcamping ,su dati reali elaborati da HBenchmark, fino a metà ottobre indicano un tasso di occupazione stabile al 57% (destinato a salire poiché le prenotazioni sono tuttora in corso), con il Garda in crescita del 3,2% (soggiorni medi di 10 giorni per il Nord Europa) e un incremento del 5% della domanda interna.
“Se il buongiorno si vede dal mattino, possiamo intravvedere un orizzonte decisamente positivo – afferma Luciano Bettiga, presidente Faita Lombardia – Mentre il Garda continua a inanellare risultati buoni e stabili, così come il lago di Iseo, al lago di Como negli ultimi ponti di primavera abbiamo registrato il tutto esaurito, dovendo addirittura declinare diverse prenotazioni giunte quando le strutture erano già al completo. Ad aver scelto i laghi lombardi per le loro vacanze sono soprattutto i turisti che si muovono in camper, un fenomeno che, stando a questi primi mesi dell’anno, si direbbe in ulteriore crescita”.
Nordest.
Complessivamente, nei campeggi del Veneto (regione leader del turismo all’aria aperta) e del Friuli Venezia Giulia, nel periodo compreso tra il 15 giugno e il 1° novembre 2026, il tasso di occupazione medio acquisito dei campeggi e dei villaggi turistici si attesta al 57,1%, registrando una lieve flessione di 1,3 punti percentuali rispetto alla stessa data di osservazione del 2025. Questo scostamento si concentra unicamente nel mese di giugno ed è riconducibile allo slittamento delle festività tedesche, dinamica che impatta in modo diretto su questi territori dove il mercato DACH rappresenta storicamente il bacino principale. Al netto di giugno, tutte le altre mensilità della stagione risultano in linea con la stessa data di osservazione. Fa eccezione luglio, che mostra un vantaggio di 1 punto percentuale sulla stessa data di osservazione del 2025, con i bungalow e le mobil home che proprio in questo mese registrano un tasso di riempimento on-the-book dell’84%.
Nella provenienza degli ospiti, la Germania mantiene la leadership assoluta con il 50% delle unità complessive vendute, mentre si registra una crescita del mercato interno italiano, che sale al 17% di quota guadagnando 2 punti percentuali sul 2025. Restano invece stabili le altre nazionalità europee, con i Paesi Bassi all’8%, l’Austria al 7%, la Svizzera al 5% e la Danimarca al 4% e la Polonia al 2%.
Sul fronte della durata media della prenotazione, c’è una forte propensione dei mercati del Nord Europa verso soggiorni di lungo periodo. I Paesi Bassi guidano la classifica con una media di 13,4 notti, seguiti strettamente dalla Germania con 12,3 notti e dalla Danimarca con 11,9 notti, confermando la centralità dei flussi DACH e scandinavi; a seguire il mercato svizzero, che si attesta su una media di 11,2 notti, e il mercato italiano, la cui permanenza si stabilizza a 10,3 notti. Chiudono infine il quadro delle provenienze internazionali l’Austria con una durata media di 9,2 notti e la Polonia con 9 notti.
Guardando al solo turismo lacuale, anche la sponda veneta del lago di Garda, nella provincia di Verona, già a fine aprile confermava una stagione ben avviata, con un’occupazione delle strutture ben superiore al 50%. Particolarmente significativa è la performance delle soluzioni abitative evolute, come bungalow e mobile home, che in questa zona superano il 60% di occupazione.
Trentino.
I dati dell’ultima analisi HBenchmark per Faita delineano un quadro di ‘ottimismo ragionato’ in cui il territorio non solo mantiene le posizioni, ma segna incrementi significativi rispetto agli anni precedenti. “La stagione è iniziata sotto i migliori auspici – spiega Fabio Poletti, presidente Faita Trentino – I ponti festivi sono andati bene e, se le condizioni meteo ci assisteranno, la stagione sarà positiva”.
Da aprile a settembre, il tasso di occupazione medio delle strutture si attesta al 42%. Si tratta di un dato estremamente incoraggiante, poiché segna un balzo in avanti di oltre 8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2025. Entrando nel dettaglio delle prenotazioni retail – ovvero escludendo i contratti stagionali e i forfait per concentrarsi sul mercato dinamico – vediamo come la Pasqua e il ponte del 1° maggio abbiano segnato performance eccellenti, sfiorando il sold out in molte aree, con una media provinciale del 90% di occupazione per l’avvio di maggio. Il dinamismo della domanda si riflette anche sulla tenuta dei prezzi. Il ricavo medio per unità (Average Daily Rate) è salito a circa 80 euro, contro i 76 euro dell’anno precedente.
La Germania rimane saldamente al primo posto tra i Paesi di provenienza, con un tasso di occupazione del 15,3% e segnali di crescita costante. Segue l’Italia (12,7%), che si distingue come il mercato più dinamico. Stabili i Paesi Bassi (6,7%), mentre emergono mercati nuovi come la Polonia.
I laghi si confermano locomotiva dell’ Open Air: qui le strutture registrano già il 50% delle unità vendute, con un tasso di riempimento che per il periodo di Ferragosto vede tariffe medie sfiorare i 100 euro al giorno, mentre in montagna il tasso di occupazione si attesta al 30%, un dato comunque superiore di oltre 9 punti rispetto al 2025.
Un’osservazione a parte merita la sponda trentina del Lago di Garda. Confrontando i dati con le sponde lombarda e veneta, emerge che il Trentino lavora meglio a inizio stagione, mentre i vicini dominano i mesi centrali. Questo dipende in parte dalla scelta strategica di molte strutture trentine di riservare una quota di disponibilità per i “walk-in” (i clienti che arrivano senza prenotazione), ma segnala anche una maggiore stabilità dei prezzi sul Garda trentino, che presenta tariffe più contenute e meno soggette a fluttuazioni.
Emilia Romagna.
Previsioni buone per l’estate anche in Emilia Romagna, dove nei 90 campeggi presenti nella regione si annuncia una situazione di stabilità del mercato italiano, e un lieve incremento del mercato estero, soprattutto dalla Germania. Un dato di novità nelle preferenze di alloggio è la crescita di interesse verso le piazzole. “Fino a poco tempo fa pensavamo che l’appeal delle piazzole fosse un po’ in calo, invece quest’anno c’è stata una riscoperta che va di pari passo con il trend di aumento della vendita di camper – sostiene Gianfranco Vitali, presidente Faita Federcamping Emilia Romagna – Non solo: emerge anche una maggiore richiesta di piazzole grandi. Tanto che molti campeggi ne hanno diminuito il numero per aumentarne l’estensione”.
Tra le aree più suggestive e incontaminate c’è il Parco del Delta del Po, dove sorgono strutture per il turismo all’aria aperta di alto livello, che guardano alla sostenibilità come elemento-chiave di crescita e competitività: molte le strutture che hanno investito nell’accessibilità a tutto tondo. Qui chi sceglie il campeggio o il villaggio lo fa per periodi lunghi, con una permanenza media di circa 10 notti tra maggio e settembre. I bacini di utenza più rilevanti nei campeggi di tutta la regione sono la Germania, la Svizzera, l’Olanda e l’Austria. Il comparto Open Air in Emilia-Romagna ha generato complessivamente circa 5 milioni di presenze nel 2025, risultando la seconda realtà ricettiva della regione. I campeggi della Riviera Romagnola sono i principali motori di questo successo, con un’offerta di circa 60mila posti letto e un incremento delle presenze che in alcune zone ha toccato il +7%. Le premesse per un’ulteriore crescita nel 2026 ci sono tutte: “Le prenotazioni arrivano a ciclo continuo”, assicura Vitali.
Toscana.
Estate 2026: nei camping e villaggi turistici della Toscana, che si conferma tra le mete più ricercate in Italia, sono previsti 7,1 milioni di pernottamenti, e, solo nei primi cinque mesi dell’anno, le presenze sono cresciute del +2,2%. Per il trimestre estivo è stimato un ulteriore +1,6%, trainato dal mercato italiano (61%).
È quanto emerge dall’indagine di FAITA Federcamping Toscana, realizzata dal Centro Studi Turistici di Firenze su un campione significativo di imprenditori dei campeggi e dei villaggi turistici della regione.
Il bilancio dei primi cinque mesi del 2026 (gennaio-maggio) è trainato soprattutto dalle strutture attive nelle aree del turismo culturale, a dimostrazione che l’Open Air non è più un prodotto puramente balneare ma intercetta una quota crescente di domanda primaverile. Il sentiment degli operatori riflette questo andamento: il 27,5% dichiara un aumento dei flussi e il 56,7% una sostanziale stabilità, a fronte di appena un 6,7% che rileva una diminuzione (il 9,1% non sa).
A fare da traino principale alla stagione estiva saranno i turisti italiani, con oltre 4,3 milioni di pernottamenti attesi fra giugno e agosto, pari a una crescita del +1,8%, mentre per il mercato straniero sono oltre 2,8 milioni i pernottamenti stimati, pari a un incremento del +1,1%. Il maggiore dinamismo del mercato interno porta al consolidamento delle quote di mercato: la composizione della domanda estiva vedrà infatti gli italiani al 61% e gli stranieri al 39%. Sul fronte estero, l’analisi delle prenotazioni conferma la solidità dei mercati tradizionali. Gli incrementi e i segnali di crescita più evidenti arrivano da Germania, Francia, Paesi Bassi, Polonia e Repubblica Ceca. Mostrano invece un andamento stabile le provenienze da Austria, Svizzera e area scandinava.
Nonostante l’ottimo posizionamento e le stime di crescita, l’indagine mette in luce un elemento di attenzione: la persistente spinta inflattiva ha reso la domanda turistica particolarmente sensibile alle tariffe. Non a caso, ben il 67% degli operatori intervistati ha percepito un aumento generalizzato dei prezzi al consumo nell’area in cui è localizzata la propria struttura rispetto alla scorsa estate.
“La Toscana si conferma una destinazione di riferimento per il turismo all’aria aperta, capace di attrarre sia il mercato italiano sia quello internazionale. Resta importante continuare a investire nella competitività delle strutture e nella valorizzazione dei territori per consolidare questi risultati anche nei prossimi anni” dichiara Claudio Galassi, presidente di FAITA Federcamping Toscana.
Marche
Avvio di stagione promettente, con un vero e proprio boom di presenze in giugno e prenotazioni migliori per l’alta stagione, le aspettative sono buone anche per il mese di settembre con target di nuova domanda. La stagione ’26 è partita in anticipo anche grazie all’attività di prenotazione on line attraverso portali che premia soprattutto le imprese che si aggiornano e danno servizi in linea con gli standard più elevati. Si ha la sensazione che crescano anche i last minute. Permangono sulla regione le stesse difficoltà di tutta la dorsale Adriatica per la pessima situazione della A14 e le carenze endemiche dei collegamenti. Limiti strutturali che richiedono da tempo interventi urgenti e risolutori e che, in mancanza, rappresentano un vero e proprio freno per il settore.
Abruzzo
Buone prospettive per la stagione in corso, la Pentecoste bassa ha favorite un avvio positivo e incoraggiante. In relativo calo l’andamento registrato in giugno. Crescono gli ospiti stranieri, tedeschi e polacchi. L’A14 e i collegamenti complicati con l’aeroporto sono elementi di grave compromissione delle potenzialità dell’offerta Open Air abruzzese. I nuovi ospiti apprezzano l’offerta ma per fidelizzarli occorre semplificargli la possibilità di raggiungere e di lasciare la regione. Le criticità infrastrutturali frenano una crescita altrimenti certa e significativa per un settore che rappresenta un’eccellenza dell’offerta turistica abruzzese.
Lazio
La stagione si presenta con le credenziali migliori, anche per effetto della situazione geopolitica che spinge molti italiani a viaggiare meno e a preferire le mete interne con soluzioni alternative rispetto ad alberghi e b&b. La possibilità di conoscere il territorio combinata alla esperienzialità e agli alti livelli di servizio premiano il settore e in particolar modo le imprese che hanno scelto la crescita degli standard come primaria strategia di mercato. Buon indice di occupazione a giugno, crescono arrivi e presenze. Si punta ad un coordinamento organico e strategico con amministrazioni, Regione e Comuni, per la promozione della modalità su target d’interesse per allungare la stagionalità dell’offerta.
Campania
Las stagione è partita bene con una crescita grazie alla Pentecoste bassa. Buone anche le presenze degli ospiti italiani grazie al ponte del 2 giugno. Luglio in crescita, agosto ancora con disponibilità di prenotazione. L’aumento dei prezzi, anche esogeni al sistema di ospitalità, spinge gli ospiti a comprimere la capacità di spesa e a ridurre le permanenze con probabile depressione del fatturato a fine stagione. L’offerta regionale si è molto diversificata e il legame del settore con il territorio e l’esperienzialità gioca a favore di un allargamento a nuove fasce di domanda.
Calabria
I villaggi sono a livelli alti di occupazione degli spazi. Nei campeggi c’è forte richiesta e crescita di case mobili e glamping. Gli ospiti sono in maggioranza italiani per pacchetti settimanali, pochi i veicoli ricreazionali e con soste brevi. La politica fiscale dovrebbe essere più moderata e concepita ad hoc per la realtà di un settore che lavora due mesi in un anno.
Sardegna
Inizio di stagione in linea con i risultati positivi del 2025, ancora molto pesante il limite dei collegamenti difficili con il continente e delle alte tariffe. Forte penalizzazione per la fiscalità che incide più che proporzionalmente rispetto ai periodi limitati di apertura. Critica la possibilità di reperire personale adeguato anche a causa delle nuove norme. Gli altissimi costi salariali specie nel settore della ristorazione impattano sui prezzi e frenano la clientela, inoltre la nuova normativa sulla sicurezza delle piscine rende introvabili le figure professionali dei bagnini, indispensabili per consentire l’esercizio.
Sicilia
Previsioni in risalita rispetto al pessimismo espresso per il forte calo di arrivi e presenze nel versante dello Ionio registrato nel primo semestre dell’anno. poche prenotazioni molti last minute, ricerca del low cost, pubblico in prevalenza italiano/famiglie. In crescita la richiesta di mobile home. Il clima internazionale potrebbe giovare nei mesi di settembre e ottobre, tradizionalmente ancora molto appetibili a livello regionale.
L’articolo Focus FAITA: l’estate 2026 premia i laghi al Nord. Crescono ovunque gli italiani proviene da Camping Management.

